Modulo 6 – Comunicazione Visiva e Modulo 7 – Etica, Diritto e WPM

Doodle Legal: bilancia, martello e tribunale / Doodle Esperienza: testo, checkbox, immagine, matita, gomma e squadra

Il 14 gennaio 2021 ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita: sono tornato sui banchi di scuola e questa è la storia del mio anno al corso in preparazione all’esame federale in web project manager della DigitalStrategies Academy.

In questo primo post ti racconto cosa ho appreso nel modulo 6, quello dedicato alla Comunicazione Visiva e il modulo 7, dedicato all’ambito legale.

Sono quasi giunto al termine del percorso WPM, i moduli più pratici ed operativi sono stati superati e ora non mi resta che affinare quanto appreso con l’obiettivo di avere un prodotto appetibile e conforme alla legge. Spesso, infatti i progetti si scontrano con la realtà dei fatti: come disporre gli elementi e le funzioni affinché l’utente sia in grado di usare il prodotto facilmente? Quanto proposto è fattibile e rispetta le normative?

Questi due moduli a prima vista sembrano superflui, ma a posteriori mi sono convinto che sono indispensabili, non solo per l’azienda, ma anche per me come futuro Web Project Manager, al fine di offrire un servizio di qualità.

Il Modulo 6 – Comunicazione Visiva

Spesso quando si parla di comunicazione visiva si pensa al “come appare qualcosa o qualcuno”, ovvero le caratteristiche fisiche o materiali. Questa definizione è molto riduttiva perché in realtà quando si tratta di comunicazione visiva vi sono tre elementi da considerare: la forma (come appare), la funzionalità (a cosa serve) e l’esperienza (come la vivo).

La forma

Diverse forme: cerchio, quadrato, triangolo e pentagono

Il nostro percorso attraverso la comunicazione visiva è iniziato dalla forma, abbiamo analizzato le immagini, la tipografia, i colori, le forme, il tipo e la disposizione.

Ognuno di questi punti deve essere coordinato con gli altri e rispondere a determinati standard, i quali variano a seconda delle convenzioni, (p.es. il testo sottolineato per simboleggiare un link), delle questioni culturali (rosso = stop / verde = vai), ma anche dal contesto (trovarsi una pagina bianca all’inizio di un libro è normale e serve da separazione, mentre una pagina bianca in un sito significa che non funziona).

Oltre a queste consuetudini, è necessario considerare gli elementi più personali, come la brand identity o anche le preferenze personali. Infine, è necessario che tutte le scelte siano coerenti, abbinate e disposte in modo armonico, affinché l’insieme abbia un senso e possa offre un qualsiasi tipo di esperienza all’utente.

L’esperienza

Indice che valuta 4 stelle

Parlando di esperienza, la stessa può essere riassunta come una persona vive l’interazione con un qualsiasi oggetto. Solitamente un’esperienze viene classificata come positiva o negativa (per alcuni anche neutra).

In realtà e tutto molto più complesso. Una persona parte con un proprio background, il quale la porterà a crearsi delle aspettative, le quali influenzeranno l’esperienza. Aggiungiamo il fatto che la vita in generale non è mai un percorso lineare ma può presentare degli imprevisti o delle agevolazioni, ed ecco che il tutto si trasforma in un saliscendi di emozioni.

È quindi impossibile controllare l’esperienza, ma si può riuscire a mitigare il più possibile gli imprevisti che si possono trovare lungo il percorso e migliorare i punti positivi (sono questi che permettono di superare le aspettative e compensare eventuali intoppi).

Per fare ciò è necessario affidarsi al proprio pubblico studiando il loro percorso in qualità di utente (simile al customer journey visto nel modulo 5): cosa voglio che faccia? Come lo farà? Quali ostacoli dovrà affrontare? Come le affronterà? L’obiettivo qui è quello di riuscire ad anticipare diversi scenari così da poter già fornire una possibile soluzione.

La funzionalità

Funzione: scarpa - carrello - pulsante acquista

Dopo che ho studiato una bella forma, cercato di mitigare il più possibile gli ostacoli e aggiunto qualche benefit inaspettat, devo dare agli utenti uno scopo per visitare il mio sito. E qui entra in gioco la funzionalità: a cosa serve? Un sito di e-commerce per acquistare qualcosa, un blog per informarsi, un app per scrivere,ecc.

Preso lo scopo è poi necessario capire quali sono gli step per arrivare all’obiettivo, per esempio per un e-commerce è scegli il prodotto -> metti nel carrello -> inserisci i dati -> paga. Ma tutto questo non può avvenire senza una coerente architettura delle informazioni, ovvero dare una struttura ed un senso logico a tutti i contenuti presenti nel sistema (sia esso sito o app) affinché l’utente possa agevolmente interagire con esso.

Il Modulo 7

Questo modulo è sostanzialmente servito per rispondere a questa domanda: come posso implementare un progetto digitale che fornisca un valore al cliente e, allo stesso tempo, che sia conforme alla legge vigente?

Se in Svizzera la legge è ancora piuttosto permissiva (ma per poco), al di fuori dei nostri confini le regole sono più definite: pensiamo alla GDPR con le varie Privacy Policy, Cookie Policy, Term of Service.

Riassumendo molto semplicemente, la GDPR è una legge che disciplina come devono essere trattati i dati e i diritti che detengono gli utenti.

Dito preme OK

I punti cardini di questa legge sono tre:

  • La Privacy Policy, che definisce chi è il proprietario, quali dati vengono raccolti e i diritti degli utenti;
  • La cookie policy, serve ad informare gli utenti sull’attività della raccolta dati;
  • I Term of Service, ovvero le condizioni d’uso, le quali sono necessarie per tutelare il business dell’azienda/organizzazione.

Senza voler scendere nei dettali, il nodo centrale della GDPR e dei punti sopra esposti si può riassumere in una parola: consenso. È infatti permesso l’uso dei dati, ma l’utente deve essere informato ed esprimere un consenso chiaro e libero.

In ultimo, abbiamo affrontato le tematiche relative al copyright, che insieme ai termini e condizioni, riguardano la tutela dell’azienda sia come autore di contenuti propri, sia di divulgatore di contenuti. In particolare, è necessario valutare attentamente come usare i contenuti già disponibili, ma anche come rendere disponibili i propri.

Siamo quasi alla fine…

Ed eccomi qui, alla fine del mio percorso teorico.

7 moduli e 12 mesi dopo, sono ad un passo dal diventare un Web Project Manager diplomato.

Non è stato un percorso facile, sia dal punto di vista dell’impegno temporale (due sere a settimana per 12 mesi + le verifiche) sia per quanto riguarda gli argomenti trattati nei singoli moduli, tutti molto diversi tra di loro.

Una delle maggiori difficoltà è stata infatti quella di non riuscire ad avere visione d’insieme. Nonostante le rassicurazioni da parte dei docenti, man mano che il programma procedeva mi sono ritrovato più volte a chiedermi “Ma dove stiamo andando?”

Ma, come nei migliori racconti, anche qui c’è il lieto fine.

Giunto alla fine di tutti i sette moduli sono finalmente riuscito a capire non solo dove siamo arrivati, ma il come ed il perché. E, forse, tra tutte le cose che ho imparato in quest’anno, queste sono quelle che più mi serviranno non solo nel mio lavoro di tesi, ma nei futuri progetti che sarò chiamato a coordinare in qualità di Web Project Manager.

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