Modulo 1 – Project Management

Web Project Management Doodle

Il 14 gennaio 2021 ho iniziato un nuovo capitolo della mia vita: sono tornato sui banchi di scuola e questa è la storia del mio anno al corso in preparazione all’esame federale in web project manager della DigitalStrategies Academy.

In questo primo post ti racconto cosa ho appreso nel modulo 1, quello dedicato al Project Management.

Il modulo gestione dei progetti / project management

Il primo modulo affrontato è quello dedicato al Project Management , che costituisce la base di quella che sarà la nostra futura professione e che ci ha coinvolto per quasi un mese, durante il quale abbiamo affrontato i due modelli principali in uso:

Il metodo classico: le fondamenta del Project Management

Per iniziare abbiamo affrontato il metodo classico (o a cascata) e qui le nozioni teoriche sono davvero tante: ci sono ben 9 aree di competenza per un totale di 49 processi da capire e interiorizzare. Diciamo che abbiamo avuto anche una difficoltà aggiuntiva, ovvero che le lezioni si svolgono online. (Ci tengo a precisare che la modalità di svolgimento è dettata dalle disposizioni in vigore a causa del Coronavirus e non per scelta della scuola.) Per fortuna le sessioni sono state strutturate con un taglio prettamente pratico e grazie ad esempi concreti e alla totale disponibilità del docente a rispondere a tutte le nostre domande in diretta, la mole di nozioni (comunque cospicua) è risultata di facile comprensione. Questo però non significa che sia una passeggiata, anzi, per chi non ha a che fare quotidianamente con il project management (come nel mio caso) è necessario riprendere e riguardare successivamente quanto spiegato per capire bene il loro funzionamento e i vari legami.

Personalmente, del metodo classico ho apprezzato la strutturazione e il flusso di lavoro chiaro e preciso, a fronte di svantaggi per quanto riguarda la rigidità del sistema e l’impressione che il cliente sia un po’ dimenticato. Volendo fare una personale classifica, delle aree di competenza affrontate quelle che mi sono piaciute di più sono state l’area della Schedulazione (dove si pianificano le attività), l’area del controllo dei Costi e l’area che riguarda la gestione Stakeholder (ovvero la gestione dei portatori di interesse).

Al di là di queste preferenze, questo modulo mi ha aiutato a capire come si gestisce un progetto dalla A alla Z. Fino ad oggi, avevo preso solo in considerazione tre delle nove aree di competenza, ovvero mantenere un buon rapporto tra il Cliente, i Servizi e l’Autorità (Stakeholder), coordinare i Servizi (Integrazione) e pianificare il mio lavoro (Schedulazione).

Grazie a questo primo modulo ho inoltre appreso:

  • a definire l’ambito, ovvero gli obiettivi ed i paletti del progetto;
  • che è necessario eseguire un controllo sui lavori svolti (controllo qualità);
  • che ci sono dei rischi e che bisogna cercare di anticiparli e trovare una soluzione così da essere preparati (e non affrontarli quando accadono);
  • ad allocare le risorse (soprattutto umane) perché giocano un ruolo fondamentale.

In aggiunta, ho affinato anche le tecniche nelle parti che già conoscevo: per esempio ora so che gli stakeholder non sono solo i clienti o che una pianificazione deve essere fatta ragionando sui compiti effettivi e non su ipotesi o sul “vedremo poi”.

In sostanza, dopo questo ciclo di lezioni posso dire di avere una solida base di come curare un progetto in maniera professionale, secondo il metodo classico.

Il metodo Agile: il fattore umano al centro

Terminato il metodo classico, siamo passati al metodo Agile che ha, in parte, stravolto le nozioni fin qui acquisite. Personalmente l’ho percepito più nelle mie corde, perché Agile mette al centro il valore umano (sia del cliente, sia del team di lavoro) nonostante introduca un alto grado di incertezza in quanto i cambiamenti sono sempre ben accettati.

All’interno del metodo Agile abbiamo anche parlato del framework SCRUM , scoprendo anche un interessante collegamento con il Bullet Journal: l’ideatore del metodo Bullet Journal ha, infatti, riportato concetti  come sprint, riflessione e retrospettiva nella vita quotidiana.

Sicuramente non stupisce  il fatto che, tra tutti i metodi visti, questo sia quello che preferisco in assoluto e  in cui mi riconosco di più, tanto che in futuro potrei prendere in considerazione una certificazione specifica.

Quello che ho apprezzato di questo approccio è la flessibilità nella definizione degli obiettivi abbinata ad un certo grado di rigidità nell’esecuzione. Per intenderci è come un cacciatore che cerca la preda e, quando la trova, spara preciso e mirato, senza esitazioni. In Agile è lo stesso: si può essere fluidi e aperti al cambiamento, ma quando si parte con uno sprint, si deve portare a casa il risultato.

La parte pratica: le dinamiche di gruppo online

Fino a qui ho parlato della parte teorica, ma in realtà il corso contiene anche una parte pratica, la quale deve essere svolta in gruppo. Qui, più che nella parte delle lezioni, vengono a galla i limiti delle sessioni online, perché quando si tratta di lavorare in gruppo il flusso della collaborazione ne risulta rallentato: non è possibile svolgere lavori in parallelo (p.es. suddividersi il lavoro a coppie) si è costretti a parlare uno alla volta, per cui se uno è particolarmente prolisso (come chi vi scrive) si finisce col perdere tanto tempo.

Non solo, vi è anche una maggiore difficoltà nel far uscire le proprie peculiarità e relazionarsi in maniera non verbale. Solitamente quando si entra in un nuovo gruppo, risulta in breve tempo abbastanza evidente chi è il leader ed il contro-leader, chi è da mediatore, chi il più operativo e chi se ne sta in disparte. Con l’online queste dinamiche sono di più difficile definizione perché tutto passa quasi esclusivamente dalla comunicazione verbale.

Tuttavia, credo che questa difficoltà alla fine ci abbia aiutato ad affinare altre qualità, come la capacità di ascolto e di comprensione, ma anche imparare a comunicare di più e a non dare nulla per scontato. Questo mi conforta perché so che se durante il percorso ci saranno degli screzi (e ci saranno!) abbiamo posto delle solide basi.

Dal Project Management alla Leadership

A dirla tutta mi dispiace un po’ che questo modulo sia quasi giunto alla sua conclusione. Nonostante le difficoltà iniziali, l’argomento mi ha davvero appassionato e il taglio pratico delle lezioni mi ha permesso di apprendere consigli e trucchi che mi saranno utili nel futuro.

Non solo, ora ho anche una visione approfondita di come strutturare un progetto: quali sono le tecniche, i documenti e le logiche che sono a monte dell’esecuzione e non vedo l’ora di poter riprendere questi concetti anche fuori dall’ambito scolastico!

Ora che la verifica è passata posso concentrarmi sul Modulo 2 con un tema che già promette bene: Management & Leadership.

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