7 cose che ho imparato nel mio primo anno da blogger

PC con file testo aperto

Ed eccomi qui un anno dopo.

Sebbene sia molto contento, mi fa un po’ strano essere giunto a questo traguardo.

Le statistiche erano, infatti, contro di me: ogni giorno nascono migliaia di nuovi blog e milioni sono i blog post che vengono pubblicati. La facilità con cui si crea un blog è direttamente proporzionale al loro abbandono dopo il primo momento di entusiasmo: solitamente la durata media di un nuovo blog è di 3 mesi. Traguardo (per fortuna) ampiamente superato.

Per festeggiare questo primo compleanno ho deciso di scrivere un post un po’ più personale e parlati della mia esperienza, illustrandoti 7 cose che ho imparato in questo primo anno. No, non ti parlerò di come si crea un blog, né di quali strategie adottare, visto che queste informazioni sono facilmente reperibili da altre fonti molto più autorevoli di me.

La mia esperienza si può riassumere in due frasi:

Ho imparato che
ci sono persone dietro gli schermi,
quindi mettici la faccia,
continuando a creare
con pazienza e costanza,
pianificando e anticipando i tempi.
Fai del tuo meglio,
perché le soddisfazioni sono vere.

Ci sono persone, dietro gli schermi

Non lasciamoci ingannare dalle apparenze: il mondo online non è un mondo a sé stante fatto solo di computer, algoritmi e dati. È vero che le foto ed video devono apparire quasi perfetti, ma in fondo non si tratta che di un’iperbole della realtà, in cui desideriamo mostriamo il meglio di noi.

Come al primo appuntamento, come nella pubblicità o nei film, dove tutto appare sempre bello e positivo, anche la comunicazione online è così. Ma anche in questo alone di felicità mista a perfezione, è necessario considerare che dietro ad ogni post, ogni caption, ogni immagine vi è un lavoro di ricerca e di esecuzione molto complesso fatto da persone come me e te.

Le persone con cui ho avuto il piacere di collaborare o di discutere sono (generalmente) molto aperte e disponibili a condividere i propri lavori ed i propri consigli. Nei due post che ho confezionato utilizzando lavori di altri instagrammers, ho visto con i miei occhi l’entusiasmo quando chiedevo di poter usare le loro fotografie e l’enorme aiuto che mi hanno fornito condividendo sui loro profili il mio post.

Anche nei gruppi su Facebook troverai (quasi) sempre qualcuno pronto a risponderti e a darti il suo consiglio o a condividere la sua esperienza.

La prima cosa che ho imparato in quest’anno è quella di avere rispetto del lavoro altrui, da chi è alle prime armi fino al professionista, perché sta facendo qualcosa e ci mette impegno.

quindi mettici la faccia

Sembra scontato ma non lo è e l’ho imparato a mie spese.

Quando ho aperto il blog mi sentivo in imbarazzo, avevo soggezione perché non ero nessuno (non che ora sia un VIP) e, come un imbucato ad una festa, mi sono un po’ messo da parte, in un angolo, nascondendomi dietro un logo ed un brand name. Insomma, non mi sono esposto, non ho interagito, né socializzato. Come ad una festa, me ne sono stato in disparte sperando che qualcuno venisse a parlarmi. Peccato che nessuno lo abbia fatto (ovvio).

Che cosa ho sbagliato? Semplicemente non ho calcolato il fattore umano. Siamo degli animali sociali e ci piace interagire tra simili. Non siamo abituati ad interagire con un’entità o macchine.

Ho realizzato questo ad ottobre (quindi non molto tempo fa), quando ho deciso di buttarmi nella mischia, pubblicando una vera foto profilo con la mia faccia e un richiamo al blog con ipad all’interno del quale ho messo il logo.

Da li c’è stata un’impennata sia nelle visite sul sito che sul profilo IG, molti più like, molti più commenti… Insomma, la gente vuole interagire con te come persona, non come entità astratta.

Non sei pronto per fare il salto? Va bene, ma metti in conto che otterrai molto meno rispetto a quanto potresti davvero avere.

continuando a creare

In primavera ho scritto un post con 7 consigli per una routine mattutina. Ammetto, senza vergogna, che l’idea non era tra le mie preferite, ma eravamo in piano lockdown con tanto tempo da dedicare e quindi ho fatto delle ricerche approfondite e scritto questo post. Sorpresa: è uno dei più cliccati! In autunno ho, invece, realizzato un post di confronto tra weekly e daily nel Bullet Journal. Un post, che quando ho premuto il tasto pubblica, ho pensato fosse una bomba. Invece un flop.

Sul mio profilo IG mi è capitata una cosa simile: post che ritenevo fantastici si sono rivelati flop e altri che credevo non fossero nulla di speciale hanno fatto boom.

Non puoi mai sapere come il pubblico prenderà una tua idea: a volte bene a volte male, l’importante è non farsi prendere dallo sconforto, continuare a creare. Cerca di capire gli interessi dei tuoi lettori o follower e mixa tra quello che ti piace davvero e quello che la gente vuole. Chi fa questo di mestiere dice che dovresti parlare solo di quello a cui interessa la gente, in realtà io credo che un blog deve essere anche uno specchio di chi sei, per cui è giusto che a volte parli di cose che ti entusiasmano anche se poco mainstream.

con pazienza e costanza

Pazienza e costanza sono due elementi centrali.

In tutti i siti di tutorial riguardo la creazione di blog, paragonano il blogging alle maratone… ed è vero!

All’inizio può essere scoraggiante, perché sei pieno di entusiasmo e desideri mostrare il tuo lavoro agli altri, ma poi ti sconti con i dati reali di Analytics e… ci rimani male!

Questa falsa speranza dell’avere tutto e subito è una caratteristiche di internet: digiti qualcosa in Google ed ecco che hai la soluzione. Purtroppo per un blog non funziona proprio così. Quindi l’unica strategia da adottare è la costanza: continua a pubblicare e promuovere, ottimizza e revisiona e vedrai che i risultati arriveranno.

pianificando e anticipando i tempi

Quante volte mi sono ritrovato all’ultimo minuto (il giorno prima o la mattina stessa) a dover ultimare ancora un post o dover realizzare ancora quell’immagine?

Per evitare tutto questo ti serve un calendario editoriale, con la programmazione sia per il post sul blog che per i social media. Possibilmente, il calendario dovrebbe pianificato sul un medio-lungo periodo e i vari post dovrebbero essere pronti con un 2-3 mesi di anticipo, mentre le di cosa scrivere con almeno 6 mesi di anticipo. Questa è la teoria e, ripeto, per il primo anno non l’ho seguita, ma per il 2021 mi sono già portato avanti.

Fai del tuo meglio e accetta i tuoi limiti

Se dovessi seguire alla lettera tutti i consigli che ti forniscono riguardo la creazione e il mantenimento di un blog, 24 ore al giorno non basterebbero.

Compra il dominio e creati un sito in WordPress, pubblica 3 post alla settimana, cura le keyword e la SEO, sii attivo quotidianamente sui social, fai pubblicità, interagisci nei forum, analizza i dati di Google,… Tutto questo, fatto da solo, è impossibile da sostenere.

Come si fa? Semplice, accetta i tuoi limiti e scegli su cosa ti vuoi focalizzare. Per esempio, quando ho deciso di lanciarmi nel progetto ho lasciato i tecnicismi legati alla creazione del sito ad una piattaforma terza e io mi sono dedicato di creare contenuti, ma 2 post al mese al massimo.

Sui social, ho deciso di non considerare Twitter e di avere solo un account Instagram e una pagina Facebook, pubblicando solo tre volte la settimana. La pagina Facebook, benché esista ancora, l’ho lasciata a sé stessa a mi sono concentrato solo su IG.

Negli scorsi mesi ho “riconvertito” il mio profilo personale su Pinterest e, anche li, pubblico poco.

Sono consapevole che non è una pratica “da manuale”, ma questo è quello che al momento riesco a fare.

perché le soddisfazioni sono vere!

L’ultima cosa che ho imparato è che le soddisfazioni sono vere… e sono tutte tue.

Il mondo online ti dà l’opportunità di esprimere te stesso, creando e costruendo il tuo progetto da zero. È vero non è facile né immediato (a dispetto di quanto puoi leggere in altri siti).

Ma, quando per la prima volta qualcuno che non conosci mette un mi piace o ti commenta un post, quando Analytics ti mostra le visite e ti dice che hai avuto un nuovo record, oppure quando appari in prima pagina nei risultati di ricerca su Google, ecco in questi momenti capisci che stai facendo un buon lavoro. E lo stai facendo tu e con le tue sole forze. Su internet, come nella vita, nessuno ti regala nulla, ma quando ottieni un premio, quello è tuo e di nessun altro.

Grazie!

Questo è quello che ho imparato nel mio primo anno da blogger (mi viene da sorridere scrivendo questo), consapevole che la strada sia ancora lunga e in salita, perché sono ancora agli inizi. Però so che è una delle migliori decisioni che abbia mai preso perché mi sto divertendo tantissimo, sto esprimendo me stesso e continuo ad imparare.

A chi mi ha seguito fino a qui dico grazie e a chi è arrivato per la prima volta dico benvenuto (fatti un giro tra le varie categorie) e se c’è qualcosa che posso fare per te o se ho contributo (anche in minima parte) a rendere migliore la tua vita in questo anno, sarei contento di saperlo …

E ora, avanti con il secondo anno e nuove idee !!

2 commenti
  1. Franco Federico
    Franco Federico dice:

    Ciao Roberto. Cercando in rete informazioni su BuJo mi sono imbattuto sulle tue pagine e mi son fermato. Molto chiare e simpaticamente interessanti e dal 7 gennaio 2021, grazie anche hai tuoi consigli, ho iniziato il mio primo BuJo.
    Domanda: la prima foto che si vede (copertina color carta da zucchero) è un quaderno? Grazie e a presto. Franco

    Rispondi
    • Roberto.B
      Roberto.B dice:

      Ciao Franco, grazie per il tuo commento.
      Sono contento che i miei post ti siano stati d’aiuto per iniziare a tenere un Bullet Journal.
      La foto che vedi in copertina è un PC portatile.
      Grazie ancora e torna a leggere altri post 🙂
      Roberto

      Rispondi

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