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Il Bullet Journal è uno strumento fantastico. In questi 3 anni mi ha aiutato ad organizzare tutti i miei pensieri, progetti e cose da fare in un unico posto e nel modo in cui lo desideravo io. Ha stimolato la mia creatività, sia con i doodle sia nel visualizzare le informazioni e, non da ultimo, mi ha aperto le porte del digitale: in fondo è grazie al metodo se ho creato questo blog e ho tanti argomenti di cui parlare.

Nonostante questo, io credo che il supporto fisico dato dal taccuino abbia alcuni limiti:

  • Sicurezza – in quanto chiunque potrebbe consultarlo, oppure potresti perderlo;
  • Non è uno strumento “immediato” – si tratta sempre di un taccuino sui cui bisogna scrivere e quindi ci vuole del tempo per farlo;
  • Impossibilità di effettuare frequenti cambiamenti – quello che è scritto è scritto, vero che rimane traccia di quanto fatto, ma se hai bisogno di dinamicità un taccuino non è esattamente lo strumento più indicato.

In questo post desidero parlarti di 7 app che io uso in abbinamento al mio BuJo e che mi hanno permesso di supplire ai limiti dettati dal taccuino.

Volendo ci sono tantissime altre app, alcune addirittura che ti consentono di tenere un vero e proprio Bullet Journal sullo smartphone oppure su tablet (io l’anno scorso ho provato a tenere un DigiBuJo), ma non è questo lo scopo di questo post. Qui desidero aiutarti a dare una marcia in di più al taccuino, integrando alcune funzionalità avanzate tramite delle app specifiche.

  1. Sicurezza degli account (password e autenticazione a due fattori): Lastpass
  2. Annotare idee al volo: Note, Just Press Record e Pocket
  3. Gestione dinamica di progetti: Trello o Asana
  4. Preparare le valigie: PackPoint
  5. Tracker per sonno o attività fisica

Sicurezza

Schermata Lastpass
LastPass App

Volenti o nolenti, oramai il mondo è composto da un’infinità di “nome utente” e password. Qualche volta sei fortunato e il nome utente corrisponde all’indirizzo e-mail (o numero di cellulare), per cui metà del lavoro è fatto, ma altre volte devi scegliercene uno ad hoc.

Per le password, invece, la situazione è più complicata. Le regole di sicurezza consigliano di non scegliere mai la stessa, di avere almeno 8 caratteri (alcuni dicono addirittura almeno 12), i quali dovrebbero includere lettere minuscole e maiuscole, numeri e caratteri speciali. Ciliegina sulla torta, sarebbe meglio evitare informazioni personali (date di nascita, nomi, ecc.) ma prediligere delle frasi.

Ma chi tiene a mente tutte queste indicazioni quando crea una password? Quasi nessuno.

Oppure, nel caso contrario, pensa al lavoro che hai fatto per creare una password sicura e poi la annoti su un taccuino che, potenzialmente, chiunque può consultare. È un po’ come mettere un super sistema di allarme con videocamera e sensori di movimento, per poi non tenere il portone principale chiuso a chiave. Basta un attimo e tutto il lavoro è perduto.

L’anno scorso mi sono quindi deciso e ho cambiato tutte le password utilizzando i consigli di sicurezza e, al posto di riportale nel mio Bullet Journal, mi sono affidato a una delle app disponibili. Ci sono tante aziende che producono questo tipo di app, io ne ho provate alcune ma alla fine ho scelto LastPass. Mi hanno convinto un paio di cose:

  1. Non ha un costo eccessivo (si tratta di 3$/mese)
  2. È utilizzabile su tutti i dispositivi: cellulare, tablet e PC (solo se usi la versione a pagamento, se invece usi la versione free a scelta tra cellullare e tablet o PC)
  3. Ha una master password e senza di quella NESSUNO può accedere, nemmeno l’assistenza (per contro, fai attenzione, perché se la perdi anche tu sei fregato!)

Per alcuni account (soprattutto quelli che hanno accesso o potrebbero accedere a informazioni sensibili, pensiamo a Gmail, ma anche ad Amazon) ho impostato l’autenticazione a due fattori tramite l’app Authy (gratuita).

Idee

Note, Just Press Record e Pocket App

Catturare le idee al momento giusto, ovvero appena ti arrivano, è sempre una sfida. Quante volte ti sorgono idee nel momento più sbagliato, tipo quando stai facendo una passeggiata, sotto la doccia o ti stai per addormentare? (Qui voglio rassicurarti perché è così che funziona il nostro cervello: è grazie a questi momenti di relax che crea nuove combinazioni e quindi si sviluppano le migliori idee – Ne parlo anche nel post dedicato al Brain Dump).

Purtroppo in queste situazioni il taccuino non è mai a portata di mano. Quindi, per non perdere completamente il momento e l’idea, io ho l’abitudine di annotare il pensiero su un’app Note dell’iPhone (ma puoi sceglierne anche altre come Evernote, Notion o Nimbus). Il telefono è, infatti, il gadget che ti porti sempre appresso e quindi annotare rapidamente qualcosa li risulta molto pratico. Inoltre, non dimenticare che perfino Ryder Carrol ha inventato l’app Ufficiale del Bullet Journal proprio con questo scopo, quindi perché non dovresti usarla anche tu?

Se non ti piacciono le note scritte o sei sempre di fretta, ti segnalo un’app con cui puoi prendere nota di idee tramite la tua voce: Just Press Record. Questa app ti permette di registrare delle note vocali. Ma non solo, volendo ti fa pure la trascrizione, se hai bisogno di inoltrarle via e-mail o via messaggio. È molto comoda se la tua idea è articolata, o se devi scrivere testi lunghi. L’unico punto è che la trascrizione non è precisa al 100% per cui dovrai comunque controllare quanto trascritto, ma di principio funziona piuttosto bene.

Un’ultima app, quando si tratta di idee, che mi sento di consigliare si chiama Pocket. La definirei una sorta di segnalibro virtuale, dove ti puoi salvare le pagine web che ti interessano e che desideri visitare in seguito. A me capita spesso di trovare un sito interessante, ma di non avere il tempo di leggere tutto quanto. Quindi mi salvo il link in questa app così che posso ritornarci più tardi. Ci sono anche un paio di funzioni aggiuntive che ti permettono di sfruttare al massimo la tua app: la prima riguarda il fatto di poter organizzare le pagine salvate in apposite cartelle, così la consultazione risulta ancora più facile, le seconda è che ha esistono anche le estensioni sia per Google Chrome che per Firefox, così che puoi averla anche sul PC di casa o del lavoro e puoi salvarti i siti in qualunque momento.

Progetti

Quando ho un progetto importante di solito analizzo le vere intenzioni, poi valuto le opzioni e infine elaboro un piano. Usato così il Bullet Journal è molto utile perché ti aiuta a raggiungere gli obiettivi senza perderti per strada, dopo aver pensato ad ogni singolo punto e mantenendo alta la motivazione.

Tutto questo, però, si svolge in fase di pianificazione, ovvero quando non hai ancora iniziato a lavorarci. Da li in poi, a meno che tu non abbia un progetto che procede per step lineari, il semplice taccuino pecca un po’ di flessibilità.

Quante volte ti sei ritrovato a dover cambiare i tuoi piani perché hai calcolato male i tempi, perché ci sono stati degli imprevisti o per altre ragioni? In questi casi il Bullet Journal potrebbe quindi andarti stretto, perché non ti permette di modificare quanto fatto. Puoi “solo” cancellare (con un gomma o tirando una riga) e riscrivere il tutto. Questo può essere sicuramente utile quando hai necessità di “tenere traccia”, ma in caso di progetti dinamici, risulta molto complicato.

Trello App
Asana App

Quindi durante la scorsa primavera ho quindi deciso di provare ad usare delle app per la gestione di progetti: ho iniziato con Trello e poi sono passato ad Asana.

I due tool sono molto simili e hanno più o meno le stesse opzioni.


Io, per esempio, ho notato che la gestione del blog e il calendario editoriale nel taccuino non funzionava per niente, perché se dovevo cambiare la pianificazione, poi devo andare a modificare diverse pagine oppure cancellare dei punti nelle singole pagine di pianificazione. Alla fine era un caos perché tra idee varie, cancellature e riscritture non riuscivo a capire più cosa avrei dovuto fare.

  • Trello ha un’interfaccia semplice e basata su bacheche e carte, ma i power up (chiamiamoli accessori) sono più limitati. Inoltre, non ti permette di avere molte “viste”: hai le bacheche e il calendario, ma niente di più;
  • Asana è più completo e con più visualizzazioni (elenco, bacheca, calendario) e puoi assegnare lo stesso compito a più progetti. Questo è adatto per progetti più impegnativi, anche perché richiede un maggiore impegno per capire come usarlo al meglio.

Essendo entrambi strutturati come bacheca digitale, puoi cambiare le carte come più ti piace senza dover pensare a cancellature, riporti o altro. La tua bacheca sarà sempre in ordine e pronta all’uso. In più queste app funzionano sia da desktop che da smartphone o tablet, quindi avrai sempre tutto con te.

Viaggi

PackPoint App

Aaah viaggiare! Quanto mi manca. Anche se non è il periodo più indicato per parlare di viaggi, una delle app che più mi è servita negli anni è stata l’app PackPoint (che non è più stata aggiornata, ma che è possibile sostituire con Packr) e che ha agevolato il modo di fare i bagagli.

Soprattutto durante l’estate, sui social spuntano le Packing List, ovvero pagine dedicate alla preparazione dei bagagli. Pur riconoscendone l’importanza e la bellezza (alcune sono fatte davvero bene), il problema è che ogni volta che fai un viaggio devi riscriverla da capo, o quando finisce il taccuino devi trascriverla in quello nuovo.

Alcuni anni fa, io ho invece deciso di affidarmi ad un app per la gestione delle valigie. In un pomeriggio di pioggia, mi sono preso alcune ore per inserire tutte le cose che mi servono in vacanza, organizzandole in diverse sezioni (p.es. basic/estate/inverno/toilette) sia per me che per il resto della famiglia.
Da quel giorno ogni volta che ho bisogno di fare la valigia, mi basta inserire il luogo, la durata e ho la mia lista a portata di mano.

La cosa bella di PackPoint è il fatto che puoi personalizzare le liste, quando inserisci le date e il luogo ti stima il meteo e, infine, puoi stampare la lista (se vuoi avere un doppio controllo). Con Packr, è inoltre possibile condividere la lista con altri membri e stamparla.

Le app per tracker

SleepCycle App

Non sono mai stato un fan dei tracker, forse perché fino a poco tempo fa non pensavo di averne bisogno. Recentemente ho rivalutato la categoria, inserendo alcuni tracker molto basici, come per esempio il lavaggio della mascherina, i giorni un cui svolgo attività fisica, i libri che intendo leggere o che leggerò.

Il problema è che spesso si tratta di tracker che io definisco “generici” e che ti consentono di monitorare solo una parte dei dati. Per esempio il tracker dell’attività fisica ti mostra quante volte alla settimana (o al mese) ti sei allenato, quello del sonno quante ore hai dormito ed eventualmente il tuo umore al risveglio.

Queste però sono informazioni basiche, che non ti danno alcuna informazione aggiuntiva da sfruttare per capire il perché ti sei svegliato bene o male, o quanto stai migliorando. Questo fatto è diventato più evidente da quando ho ricevuto in regalo l’Apple Watch. Talvolta mi capita infatti di pensare di aver dormito bene ma in realtà, un’analisi della relativa app mi segnala che è stata una notte agitata. Anche quando faccio attività fisica è interessanti analizzare e tenere monitorati alcuni parametri (come i battiti, la distanza,…) soprattutto in funzione di un obiettivo specifico, come partecipare ad una corsa.

Per queste ragioni, secondo me è utile abbinare gli habit tracker nel Bullet Journal con un app specifica (io per esempio per il monitoraggio del sonno uso SleepCycle). Il primo ti aiuterà ad essere costante (oltre ad avere una visione d’insieme), mentre con la seconda avrai maggiori informazioni per poter fare delle valutazioni concrete. Per esempio, nel mio fitness tracker annuale, mi segno i giorni in cui mi alleno e la durata o i km percorsi, mentre mi affido all’app per tutti gli altri parametri (velocità, battiti, ecc.).

E ora tocca a te

Il bullet Journal è uno strumento straordinario che ti consente di avere tutto in un unico posto, ma che in alcuni casi è un po’ limitante. Sicurezza, gestione fluida di progetti, note al volo, viaggi e dettagli di monitoraggio, sono i principali campi dove un’app sul telefono può riuscire a darti una marcia in più.

Il quaderno Dingbats* Notebook è una valida alternativa nel caso tu non voglia optare per la marca di Bullet Journal ufficiale e allo stesso tempo non voglia scendere a compromessi sulla qualità.

Nonostante questa marca goda di buona fama e stima tra i Bullet Journalist, ho notato che nessuno ha mai recensito questi taccuini in italiano. Così, dato che li uso da quasi due anni, ho pensato di scrivere la mia opinione, pubblicando la mia primissima recensione proprio sui taccuini Dingbats* in formato A5+.

Questo articolo contiene link affiliati tramite UE Amazon Associates o dal sito ufficiale di Dingbats*.
Per te il prezzo resterà uguale, ma io potrei ricevere una piccola commissione sui prodotti che acquisterai.
Se deciderai di sostenermi, mi aiuterai a mantenere questo blog e a creare nuovi contenuti.

Perché ho scelto il Dingbats*

Dopo aver letto il libro di Ryder Carrol, mi sono recato in cartoleria e ho subito comprato un Leuchtturm 1917 di colore giallo. Questo taccuino mi piaceva esteticamente, ma la grammatura della carta, pari 80 gsm, non mi soddisfaceva perché usando pennarelli ed evidenziatori c’era troppo ghosting (ovvero quando volti pagina si vede quanto scritto dietro).

Quando il mio primo quaderno era in dirittura d’arrivo ho iniziato a valutare delle alternative e tra le opzioni vi erano la Scribbles That Matters e il Dingbats*.  La STM l’ho scartata perché in quel periodo avevano appena cambiato la grammatura della carta, portandola a 160gsm e avevo letto di alcune recensioni che diceva che sembrava cartone. Alla fine ho optato per il Dingbats*, in versione Wildlife, perché aveva tutto quanto desideravo:

  • taccuino vuoto (non pre-impostato) e puntinato
  • grammatura 100gsm
  • una bella cover minimalista
  • tasca posteriore e
  • portapenna elastico.

Rispetto al Leuchtturm 1917 è un po’ più grande, ha un solo segnalibro e le pagine non sono numerate, ma personalmente non è stato un problema, anche perché io non uso l’indice.

Caratteristiche dei Dingbats* Notebook

Il taccuino Dingbats* fa per te se desideri un prodotto di ottima qualità con una carta sufficientemente spessa (ma non troppo), prodotto con materiali e processi attenti all’ambiente.

Se scrivi molto e in grande, ti piace disegnare o realizzi spread complessi (soprattutto tabelle) la misura A5+ (16×21.5cm) ti fornisce maggiore spazio rispetto a un A5 (14.5 x 21 cm) standard di altre marche. Rispetto a un A4 questa misura risulta ancora facilmente trasportabile nello zaino o in borsa, senza un grosso ingombro.

Per quanto riguarda le versioni, se vuoi che il tuo Bullet Journal sia completamente personalizzabile e una maggiore scelta di colori (più classici e meno accesi) allora punta al Wildlife. Se invece sei all’inizio, vuoi le pagine già numerate o non ti piace creare le pagine iniziali (Indice, Key, Future Log) opta per la versione Earth.

Ma andiamo ad analizzare a fondo tutti questi dettagli.

📎 Leggi anche questo post
Le basi del metodo Bullet Journal in 7 punti (cos’è, perché, come crearlo e organizzarlo)

L’azienda e i prodotti

Dingbats* è un marchio di cancelleria ecologico, sviluppato considerando sia i materiali che il design.

Sul loro sito si trovano tante informazioni relative a questa particolarità:

  • I quaderni sono realizzati a mano con motivi minimalisti e con un occhio verso la sostenibilità ambientale (tra cui il marchio del Forest Stewardship Council).
  • Tutti i materiali utilizzati sono biodegradabili, vegani e riciclabili.
  • La carta è certificata FSC (FSC-C105099), marchio che garantisce che gli alberi tagliati vengano rimpiazzati o rigenerati in maniera naturale.
  • I materiali non sono basati sugli animali e sono 100% vegani, certificati dalla EU V-Label e gli adesivi sono a base acqua.
  • Infine il loro reparto R&D sta studiando sistemi per rendere le risorse 100% riciclabili anche per i paesi che non hanno un sistema di riciclaggio appropriato.

Il catalogo di prodotti si è ampliato nel corso degli anni, ai due tipi di taccuino (Wildlife ed Earth, oggetti di questa recensione) hanno aggiunto un nuovo formato chiamato Pro (che non ho ancora testato) e una linea di pennarelli e penne, chiamate Atopen che includono sia pennarelli fini (fine line) che brush pens (anche questi di prossimo acquisto, per il momento ho già investito negli Zebra Mildliner).

Caratteristiche tecniche dei Formati A5

WildlifeEarth
Misura (A5+)16×21.5cm16×21.5cm
CopertinaSimil-Pelle vegana certificataSimil-Pelle vegana certificata
Colori9  4  
Banda elasticaSiSi
PortapennaSiSi
Segnalibri12
Carta100gsm / certificata FSC prodotta in Libano100gsm / certificata FSC prodotta in Libano
Carta patinataNoSi
Numero di pagine192 / 96 fogli192 / 96 fogli
GuidePuntinato, a righe, a quadretti, vuotoPuntinato
Spazio tra le guide5mm – puntini e quadrati 7mm – righe5mm
Pagine perforateTutteSolo 16 (posizionate in fondo)
Pagine numerateNoSi
Pagina IndiceNoSi – 3 pagine
Pagina KeyNoSi – 2 pagine
Future LogNoSi
Tasca sul retroSiSi
Prezzo15.95 € / 18.00 Fr.17.95 € / 20.00 Fr.
SpedizioneIn tutto il mondo (costi e tasse variabili)In tutto il mondo (costi e tasse variabili)

A titolo comparativo, qui ti mostro la differenza delle misure con altri due marchi: Leuchtturm 1917 (giallo) e la Scribbles That Matters (azzurro):

Differenze tra Earth vs. Wildlife

Oltre al prezzo, le differenze principali tra i due modelli sono:

  • la carta: non patinata e color crema per Wildlife e patinata e color biancastro per Earth (ti invito a considerare prima dell’acquisto il colore della carta. Inizialmente non ero entusiasta del color crema, ma con il tempo mi sono abituato e anzi ora trovo perfino che dia al taccuino un certo stile retrò);
  • pagine non numerate per Wildlife o già numerate per Earth;
  • la presenza di tutte o solo di alcune pagine puntinate;
  • uno o due segnalibri;
  • alcune pagine pre-impostate o completamente personalizzabile.

La carta

Come illustrato precedentemente, la carta ha una grammatura di 100gsm. A scanso di equivoci, ti dico subito che un lieve effetto ghosting è presente (v. anche pen test in seguito), ma molto meno rispetto alla grammatura di 80gsm. Se desideri zero ghosting in assoluto, devi scegliere una grammatura di 160gsm, presente nella versione Pro.

Pen Test

Altre info utili

Difetti

Sono oramai 2 anni che utilizzo i taccuini Dingbats* e non ho mai avuto nessun tipo di problema, tranne il fatto che in entrambi, ad un certo punto, si sono scollati i segnalibri. Personalmente non li trovo indispensabili quindi il fatto che non ci siano non mi ha creato disagi, però per chi li usa spesso questo potrebbe dare fastidio.

Ci tengo comunque a precisare che il problema con i segnalibri l’ho avuto solo io con i Wildlife. In quelli di mia moglie, che ha usato 2 Earth, i segnalibri sono ancora presenti. Per questo non posso dire con certezza che si tratti di un problema di realizzazione del quaderno, magari sono io che li maneggio male.

Servizio Clienti

Nel nostro ultimo ordine Dingbats* a fine 2020 (dove ho testato il loro shop ufficiale) è stato commesso un errore nell’invio, in quanto mi hanno inviato un taccuino Earth del colore sbagliato. Contattato il Servizio Clienti, mi ha risposto in maniera celere e dopo poco tempo ho ricevuto la merce corretta. Da questo punto di vista posso dire che anche il loro Servizio Clienti è ottimo, con tempi di risposta e di reazione molto veloci.

In conclusione

Sia che tu scelga il classico Wildlife grigio con l’elefante, l’Earth azzurro per supportare gli oceani o il Pro da 160gms, con i quaderni Dingbats* vai sul sicuro: sono prodotti affidabili e con le giuste caratteristiche, ossia carta di ottima qualità e un prezzo equo.